Il mercato italiano dell'elettroinstallazione si trova a metà 2026 in una fase di profonda trasformazione. Due fattori stanno riscrivendo le priorità del settore: da un lato il recepimento della direttiva europea EPBD – Energy Performance of Buildings Directive – che impone nuovi standard prestazionali agli edifici, dall'altro la crescita costante della domanda di impianti fotovoltaici residenziali e sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Entrambi i fenomeni generano domanda di componenti elettrici più intelligenti e di competenze d'installazione più ampie.
Superbonus al 70%: l'impatto sulla filiera elettrica
Il Superbonus 70% Fotovoltaico 2026 continua a fungere da driver per la ristrutturazione energetica profonda, anche se con un'aliquota ridotta rispetto agli anni passati. Gli installatori segnalano che la quota fiscale più contenuta sposta la scelta del committente verso soluzioni più funzionali e meno sovradimensionate. In pratica, nel progetto elettrico vengono privilegiati componenti essenziali come interruttori differenziali ad alta sensibilità, interruttori magnetotermici modulari e inverter fotovoltaici con funzioni di monitoraggio integrate, mentre si riduce l'incidenza di accessori puramente estetici.
Sul fronte delle rinnovabili, la domanda di impianti fotovoltaici residenziali mantiene un trend positivo, alimentata tanto dalla direttiva EPBD quanto dalla volatilità dei prezzi dell'energia. Secondo le rilevazioni di settore, nei primi sei mesi del 2026 la potenza fotovoltaica installata nel residenziale è cresciuta del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte delle installazioni riguarda impianti tra 3 e 6 kWp, spesso abbinati a sistemi di accumulo da 5 a 10 kWh. Gli installatori riferiscono che in un numero crescente di cantieri si richiedono da subito predisposizioni per sistemi di gestione dell'energia e interfacce di comunicazione via LAN o wireless.
Componenti elettrici: i player attivi in Italia
Sul mercato italiano dell'elettroinstallazione sono presenti diversi fornitori consolidati. Vimar e Gewiss rappresentano i principali produttori domestici, con gamme complete di apparecchi modulari, frutti componibili e sistemi di canalizzazione. Entrambi hanno negli ultimi anni ampliato le serie con moduli per controllo luci via KNX e per integrazione con assistenti vocali.
BTicino Legrand, parte del gruppo francese Legrand, mantiene una quota di mercato rilevante grazie alla capillarità distributiva e alla gamma Living Now con interfacce touch capacitive. Nel segmento della protezione e della commutazione industriale operano inoltre ABB, Siemens, Schneider Electric ed Eaton Electric, che coprono sia il residenziale di fascia alta sia il terziario e l'industria leggera.
Regolamentazione: EPBD e obbligo di predisposizione
Il recepimento italiano della direttiva EPBD prevede che, a partire dal 2026, tutti i nuovi edifici residenziali debbano essere dotati di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici (pre-cablaggio o punto di ricarica attivo), oltre a sistemi di automazione e controllo che consentano di monitorare e regolare i consumi energetici. Nella pratica progettuale, questo si traduce nella necessità di dimensionare quadri elettrici con potenze maggiorate, prevedere linee dedicate per wallbox e installare contatori secondari per il monitoraggio dei flussi energetici.
Anche il Conto Termico 2.0 continua a incentivare interventi di efficienza energetica in edifici pubblici e privati, compresa l'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Gli installatori che operano nel settore pubblico segnalano tempi di approvazione più rapidi per progetti che prevedono l'integrazione di sistemi di monitoraggio energetico basati su protocolli aperti come Modbus o KNX.
Digitalizzazione: smart meter e piattaforme di monitoraggio
La diffusione di contatori intelligenti di seconda generazione – i cosiddetti smart meter 2G – imposta da ARERA per il completamento entro il 2027 sta cambiando il rapporto tra l'installatore e la gestione dei dati energetici. Sempre più committenti – sia privati sia aziende – chiedono di poter visualizzare i consumi disaggregati per circuito e di automatizzare carichi in funzione della disponibilità di energia fotovoltaica. Questo spinge gli installatori a proporre soluzioni che combinano interruttori modulari connessi, gateway domotici e app di monitoraggio in cloud.
Sul fronte della building automation, l'adozione del protocollo KNX nel residenziale di fascia media rimane limitata per ragioni di costo, mentre cresce l'interesse per soluzioni ibride che integrano dispositivi Zigbee o Wi-Fi con logiche di controllo centralizzate. Schneider Electric, per esempio, propone la piattaforma Wiser che aggrega componenti di diverse famiglie in un'unica interfaccia utente, strategia seguita anche da altri produttori.
Prospettive: competenze e formazione
La complessità crescente degli impianti elettrici – che oggi devono integrare fotovoltaico, accumulo, ricarica veicoli elettrici e automazione – richiede agli installatori un aggiornamento continuo. Le associazioni di categoria segnalano un aumento delle richieste di formazione su temi come il dimensionamento dei sistemi di accumulo, la configurazione di energy management system e l'integrazione di piattaforme domotiche. In parallelo, cresce la domanda di figure ibride, in grado di operare sia sul piano elettrico sia su quello informatico, per gestire reti dati, configurazioni di rete e cybersecurity di base negli edifici intelligenti.
Nel medio termine, il mercato italiano dell'elettroinstallazione è destinato a consolidare questa transizione: da fornitore di componenti passivi a integratore di sistemi energetici e digitali. Gli operatori che sapranno combinare competenza normativa, capacità tecnica su più tecnologie e relazione consulenziale con il committente finale avranno un vantaggio competitivo crescente in un contesto in cui il confine tra elettricista, energy manager e system integrator diventa sempre più sfumato.
