Il mercato italiano dell'automazione edifici attraversa una fase di consolidamento a metà 2026. Dopo anni di forte espansione trainata dagli incentivi Superbonus, il settore si confronta oggi con aliquote ridotte e una domanda sempre più orientata verso soluzioni integrate che combinano efficienza energetica, gestione dei carichi elettrici e produzione fotovoltaica. L'aliquota del 70% per il Superbonus nel 2026 limita la spinta su interventi trainati come l'automazione, ma apre spazio a progettazioni più razionali e durature.
Quali sono le principali novità normative?
Sul fronte regolamentare, due elementi determinano l'evoluzione del mercato italiano dell'automazione edifici. Il Conto Termico 2.0 continua a incentivare interventi di efficienza energetica e produzione da rinnovabili, includendo sistemi di building automation che riducano il consumo primario. Parallelamente, la recente Direttiva UE sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD IV) impone agli Stati membri di promuovere l'automazione e il controllo degli impianti tecnici, spingendo verso l'adozione di standard aperti come il KNX-Bus e protocolli IP-based.
A livello nazionale, il DM 26 giugno 2015 (Requisiti Minimi) resta il riferimento per l'integrazione di sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) negli edifici nuovi e ristrutturati. La classe B di automazione diventa uno standard de facto per gli interventi pubblici e commerciali, richiedendo controllo centralizzato di riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e ventilazione.
Come si posizionano i produttori italiani?
I player domestici rafforzano l'offerta di sistemi modulari e scalabili. Vimar e Gewiss puntano su ecosistemi che integrano dispositivi tradizionali, gateway IP e app per il controllo remoto. Vimar ha recentemente esteso la gamma View Wireless con attuatori a batteria per retrofit in edifici storici, dove il cablaggio è problematico. Gewiss amplia la linea Chorus con moduli domotici compatibili sia con bus proprietari sia con Zigbee 3.0, rispondendo alla richiesta di interoperabilità.
BTicino Legrand, parte del gruppo Legrand, concentra gli investimenti su MyHOME_Up, sistema basato su bus SCS e protocollo OpenWebNet. La compatibilità nativa con sistemi di energy management e inverter fotovoltaici rende la piattaforma particolarmente interessante per installazioni residenziali con impianti fotovoltaici e batterie di accumulo.
Quali trend emergono dall'integrazione energetica?
L'automazione si sposta dal comfort alla gestione dei flussi energetici. Gli installatori italiani cercano soluzioni che ottimizzino l'autoconsumo fotovoltaico, coordinando produzione, accumulo e carichi domestici. Cresce la richiesta di interfacce per smart meter e contatori bidirezionali, necessari per monitorare in tempo reale i prelievi e le immissioni in rete.
- Integrazione nativa con inverter e sistemi di accumulo per massimizzare l'autoconsumo
- Controllo dinamico dei carichi termici (pompe di calore, scaldacqua) in funzione della produzione PV
- Gestione della ricarica veicoli elettrici con carico modulato su surplus fotovoltaico
- Interfacce aperte verso aggregatori e servizi di demand response
Il retrofit resta il segmento più dinamico. Circa il 60% delle installazioni di automazione in Italia riguarda edifici esistenti, dove si preferiscono protocolli wireless o powerline per evitare opere murarie invasive. La compatibilità con dispositivi legacy (termostati, centrali allarme, tapparelle motorizzate) diventa un requisito irrinunciabile.
Quali sfide per gli installatori elettrici?
La complessità progettuale aumenta. L'installatore deve conoscere protocolli di comunicazione, architetture di rete IP e logiche di programmazione. La formazione continua diventa essenziale: molti distributori e produttori organizzano corsi su KNX, Modbus, integrazione con home assistant e configurazione di gateway IoT. La certificazione KNX Partner mantiene valore commerciale, soprattutto nel segmento commerciale e terziario.
Sul piano normativo, l'obbligo di dichiarazione di conformità secondo DM 37/08 si estende ai sistemi di automazione classificabili come "impianti elettrici". Gli installatori devono documentare l'integrazione tra automazione, impianto elettrico e sistemi di sicurezza, garantendo la tracciabilità degli interventi.
Prospettive per il secondo semestre 2026
Il mercato italiano dell'automazione edifici evolve da una logica di incentivo fiscale a una di efficienza operativa. La riduzione del Superbonus sposta l'attenzione verso installazioni commerciali, uffici, hotel e residenze di fascia alta, dove il ritorno sull'investimento si misura in risparmio energetico reale. I produttori internazionali come ABB, Siemens e Schneider Electric intensificano la presenza con soluzioni cloud-based e servizi di manutenzione predittiva, alzando l'asticella tecnologica.
Per gli installatori elettrici italiani, la sfida è passare dalla posa di componenti alla progettazione di ecosistemi integrati. Chi saprà padroneggiare protocolli aperti, energy management e cybersecurity troverà spazio in un mercato in trasformazione, dove la semplice automazione del comfort lascia il posto a piattaforme di gestione energetica intelligente.


